Il giorno 30/03/2010
la scuola effettuerà una visita guidata presso la Città di Roma. Gli alunni visiteranno il Colosseo ed il Foro Romano.
Il Colosseo

Il Colosseo, noto anche come "Anfiteatro Flavio", costruito per ordine dell'imperatore Vespasiano in onore della grandiosità del suo impero, fu inaugurato dal figlio, Tito, nell'80 d.C con festeggiamenti durati 100 giorni.
Il nome Colosseo deriva probabilmente dalla grande statua bronzea di circa 38 metri, nota come il "Colosso", che Nerone volle fosse costruita a sua immagine presso la Domus Aurea. L'opera, che raffigurava l'imperatore nei panni del dio Apollo, voleva richiamare alla mente, con le straordinarie dimensioni, il prestigio ed il fascino che aveva avuto un'altro simbolo dell'antichità: il Colosso di Rodi. La statua fu spostata dall'imperatore Adriano nei pressi dell'anfiteatro e successivamente modificata nei lineamenti per assomigliare prima a vari imperatori, poi, con l'aggiunta di una "corona di raggi solari", al dio Sole. Fu tuttavia solo nel Medioevo, con l'oblio dei fasti imperiali e delle gens aristocratiche, che il nome Colosseo cominciò a sostituire nella dizione comune quello di "AnfiteatroFlavio".
Il Colosseo, progettato da Rabirio o forse Gaudenzio, ospitava lunghi combattimenti tra gladiatori, esecuzioni capitali, naumachie e spettacoli di caccia. Circa 80000 spettatori seguivano i combattimenti che potevano durare dall'alba al tramonto ed anche fino a notte fonda quando i gladiatori combattevano illuminati dalla luce delle fiaccole. Dalle cronache del tempo sembra che le lotte più amate dal pubblico fossero le mischie caotiche di decine di gladiatori inventate dall'imperatore Claudio, dette "sportule". Tutte le feste religiose, le ricorrenze e le vittorie militari venivano celebrate durante l'epoca imperiale con le sfide dei gladiatori. Per difendere gli spettatori dalle bestie feroci si innalzava una rete metallica, mentre nelle giornate più assolate o in quelle di pioggia, il pubblico veniva protetto da un grande velario di colore blu con stelle gialle manovrato da una squadra di marinai della flotta di Capo Miseno e di Ravenna. Generalmente al Colosseo vengono associate anche le persecuzioni subite dai martiri cristiani, anche se, secondo recenti studi, non esistono prove documentali che dimostrino l'effettivo svolgersi di massacri ed eccidi fra le mura dell'Anfiteatro Flavio. In ogni caso, nel 313 d.C. l'imperatore Costantino proclamò il Cristianesimo religione ufficiale dell'impero, vietando ovviamente le esecuzioni capitali a danno dei Cristiani ma anche i combattimenti fra gladiatori e gli spettacoli di caccia. Nei secoli successivi il Colosseo divenne inizialmente un cimitero, poi una fortezza chiamata "Frangipane" ed infine una sorta di cava per i materiali da costruzione. La rovina della struttura dovuta a incendi, terremoti e saccheggi fu interrotta da Papa Benedetto XIV il quale consacrò l'anfiteatro alla Via Crucis e ne vietò ogni ulteriore spoliazione.
Il Colosseo, progettato da Rabirio o forse Gaudenzio, ospitava lunghi combattimenti tra gladiatori, esecuzioni capitali, naumachie e spettacoli di caccia. Circa 80000 spettatori seguivano i combattimenti che potevano durare dall'alba al tramonto ed anche fino a notte fonda quando i gladiatori combattevano illuminati dalla luce delle fiaccole. Dalle cronache del tempo sembra che le lotte più amate dal pubblico fossero le mischie caotiche di decine di gladiatori inventate dall'imperatore Claudio, dette "sportule". Tutte le feste religiose, le ricorrenze e le vittorie militari venivano celebrate durante l'epoca imperiale con le sfide dei gladiatori. Per difendere gli spettatori dalle bestie feroci si innalzava una rete metallica, mentre nelle giornate più assolate o in quelle di pioggia, il pubblico veniva protetto da un grande velario di colore blu con stelle gialle manovrato da una squadra di marinai della flotta di Capo Miseno e di Ravenna. Generalmente al Colosseo vengono associate anche le persecuzioni subite dai martiri cristiani, anche se, secondo recenti studi, non esistono prove documentali che dimostrino l'effettivo svolgersi di massacri ed eccidi fra le mura dell'Anfiteatro Flavio. In ogni caso, nel 313 d.C. l'imperatore Costantino proclamò il Cristianesimo religione ufficiale dell'impero, vietando ovviamente le esecuzioni capitali a danno dei Cristiani ma anche i combattimenti fra gladiatori e gli spettacoli di caccia. Nei secoli successivi il Colosseo divenne inizialmente un cimitero, poi una fortezza chiamata "Frangipane" ed infine una sorta di cava per i materiali da costruzione. La rovina della struttura dovuta a incendi, terremoti e saccheggi fu interrotta da Papa Benedetto XIV il quale consacrò l'anfiteatro alla Via Crucis e ne vietò ogni ulteriore spoliazione.
Il Foro Romano

Il foro romano era il nucleo della civiltà romana, il centro della vita politica, giuridica, economica, sociale e religiosa dell'antica Roma. E' situato fra il Campidoglio e il Palatino. La sua costruzione durò più di 900 anni e, dopo la Repubblica, gli imperatori vi aggiunsero nuovi edifici. Utilizzata originariamente come necropoli a causa della sua natura paludosa, la valle del Foro venne bonificata grazie alla realizzazione della Cloaca Massima ad opera di Tarquinio Prisco alla fine del VII secolo a.C.
Il declino di questo foro accompagnò quello dell’Impero Romano a partire dal IV secolo. I templi e i diversi monumenti ed edifici costruiti da imperatori e senatori caddero in rovina lasciando spazio ai pascoli. Nel corso del Medioevo, il Foro romano patì la medesima condizione di abbandono che era stata riservata al Colosseo, ma ciò aveva contemporaneamente consentito la conservazione ottimale di gran parte dei monumenti, seppelliti sotto uno spesso strato di terra.
Dopo la fine della cosiddetta "cattività avignonese" ed il ritorno della sede papale a Roma, il Foro romano condivise ancora una volta il triste destino del Colosseo, diventando come questo un'enorme cava per il reperimento gratuito di marmi e pietre da costruzione per le ville e i palazzi della curia romana. Ciò determinò la completa distruzione di molteplici monumenti antichi, di cui ci rimangono solo le illustrazioni dei disegnatori di epoca rinascimentale. Il Foro dunque, il più grande complesso di monumenti dell’antica Roma a noi pervenuto rimase coperto per secoli sotto uno spesso strato di terreno, per lo più adibito a pascolo, conosciuto come Campo Vaccino. Questa pratica finì nel XVII secolo, forse anche perché terminò la materia prima da prelevare e del foro ormai rimaneva ben poco. La liberazione sistematica delle rovine iniziò soltanto nel XIX secolo, anche se occorre attendere la fine del secolo stesso per liberare praticamente tutta l'area oggi visibile.
Si accede al Foro dal largo Romolo e Remo, che si trova a lato di via dei Fori Imperiali venendo dal Colosseo. Entrare nel Foro è come trovarsi improvvisamente nel passato. Le antiche colonne che si ergono da collinette erbose e i frontoni riportati nella loro posizione originaria aiutano i nostri sforzi d’immaginazione. Tra le cose da non perdere ci sono l’Arco di Settimio Severo, il Tempio di Saturno, la Casa delle Vestali, il Tempio di Antonino e Faustina e l’Arco di Tito.
Prendendo il clivio Palatino a destra dell’Arco di Tito si raggiunge il Palatino, dove i ricchi Romani dell’epoca repubblicana costruirono le loro dimore e i loro templi. Strati successivi di chiese medievali e ville con giardini rinascimentali trasformarono le rovine sul colle in un magico regno di grotte e angoli segreti ricoperti dall’edera. Da non perdere la Casa di Livia, la Domus Augustana e la Domus Flavia. Di qui si possono vedere le rovine del Circo Massimo, anche se di quello che fu il più grande circo riservato alle corse dei carri resta oggi ben poco.
Dopo la fine della cosiddetta "cattività avignonese" ed il ritorno della sede papale a Roma, il Foro romano condivise ancora una volta il triste destino del Colosseo, diventando come questo un'enorme cava per il reperimento gratuito di marmi e pietre da costruzione per le ville e i palazzi della curia romana. Ciò determinò la completa distruzione di molteplici monumenti antichi, di cui ci rimangono solo le illustrazioni dei disegnatori di epoca rinascimentale. Il Foro dunque, il più grande complesso di monumenti dell’antica Roma a noi pervenuto rimase coperto per secoli sotto uno spesso strato di terreno, per lo più adibito a pascolo, conosciuto come Campo Vaccino. Questa pratica finì nel XVII secolo, forse anche perché terminò la materia prima da prelevare e del foro ormai rimaneva ben poco. La liberazione sistematica delle rovine iniziò soltanto nel XIX secolo, anche se occorre attendere la fine del secolo stesso per liberare praticamente tutta l'area oggi visibile.
Si accede al Foro dal largo Romolo e Remo, che si trova a lato di via dei Fori Imperiali venendo dal Colosseo. Entrare nel Foro è come trovarsi improvvisamente nel passato. Le antiche colonne che si ergono da collinette erbose e i frontoni riportati nella loro posizione originaria aiutano i nostri sforzi d’immaginazione. Tra le cose da non perdere ci sono l’Arco di Settimio Severo, il Tempio di Saturno, la Casa delle Vestali, il Tempio di Antonino e Faustina e l’Arco di Tito.
Prendendo il clivio Palatino a destra dell’Arco di Tito si raggiunge il Palatino, dove i ricchi Romani dell’epoca repubblicana costruirono le loro dimore e i loro templi. Strati successivi di chiese medievali e ville con giardini rinascimentali trasformarono le rovine sul colle in un magico regno di grotte e angoli segreti ricoperti dall’edera. Da non perdere la Casa di Livia, la Domus Augustana e la Domus Flavia. Di qui si possono vedere le rovine del Circo Massimo, anche se di quello che fu il più grande circo riservato alle corse dei carri resta oggi ben poco.


